Prova di forza della Sidigas,
Brescia battuta 79-67

DOMENICA, 10 FEBBRAIO 2019

di Mirko Pellecchia

Ultimo turno di campionato prima delle Final Eight e della sosta per le Nazionali.

Ad aprire le sfide della domenica, dopo gli anticipi che hanno visto la Vanoli prevalere contro la Virtus e Cantù in casa di Reggio, c’è Avellino che ospita la Germani Brescia.

La Sidigas è chiamata al riscatto dopo sette sconfitte di fila ma, sopratutto, l’eliminazione in Champions League per mano del Ventspils.

Dall’altro lato la Germani, che non prenderà parte alla kermesse fiorentina, viene da un brutto stop interno contro Trieste ma è comunque in un momento positivo, date le tre precedenti vittorie consecutive che hanno riacceso le speranze per la corsa playoff.

La Scandone, che dovrà fare a meno di Nichols per ancora un mese, recupera però Stefano Spizzichini, assente nelle ultime tre settimane causa problema muscolare.

Coach Vucinic schiera dunque Sykes, Filloy, Silins, Green e Young mentre Brescia risponde con Vitali, Hamilton, Beverly, Abass e Lauqintana.

Entrambe le squadre provano subito a correre e ad imporre un ritmo alto alla sfida. Dopo due difese in transizione al quanto distratte da parte dei biancoverdi, Filloy decide di rallentare le azioni, trovando anche il vantaggio sul 9-8 a metà primo quarto. La Germani decide così di disporsi a zona, spezzando il ritmo dei biancoverdi, permettendo così a Hamlton di mettere a segno cinque punti di fila. La Sidigas con calma e pazienza fa girare bene la palla, arrivando spesso al limite dei ventiquattro secondi, ma trovando prima una tripla di Silins, e poi una giocata da tre punti di Green per il 17-15. La difesa dei padroni di casa cala nel finale, arrivando sempre in ritardo sui closeout, propiziando lo 0-7 di break ospite che porta al 17-22 e al timeout di coach Vucinic. Al ritorno in campo, la musica non cambia con Brescia che allarga ancor di più il parziale grazie a due canestri di fila di David Moss. Ci pensa Caleb Green ad interrompere l’emorragia, andando a segno dalla lunetta per il 18-26 che chiude la prima frazione.

Il secondo quarto inizia nel migliore dei modi per la Scandone, con Ndiaye che recupera palla in difesa e che va a schiacciare i primi due punti della sua partita. Continua ad avere difficoltà Demonte Harper che non trova modo di sbloccarsi offensivamente. L’ex Brindisi è infatti sfortunato, nel momento migliore di Avellino, con due suoi tiri di fila che vengono sputati dal ferro mentre sembravano essere ormai dentro. La Germani non spreca nessuna occasione, alzando ancor di più la pressione nella propria metà campo, scappando così sul +12 grazie alla tripla di Sacchetti. A fermare il nuovo break ospite è, inaspettatamente, Campani. Il problema di Avellino resta la difesa, con la Germani che supera fin troppo facilmente la prima linea, arrivando indisturbata nel pitturato. La Sidigas si accende e si spegne a più riprese ma, quando riesce a portare dalla sua l’inerzia, è difficile fermarla. Ed è ciò che accade sul finire del primo tempo, con Harper e Sykes che danno vita ad un 11-0 che rimette tutto in discussione, per il 36-37 sul tabellone. E’ entrato in partita anche Demonte Harper che, con sia suo jumper, risponde ai tiri liberi di Hamilton. Sull’ultima azione l’ex Zenit porta a casa anche lo sfondamento, togliendo la possibilità a Brescia di prendersi l’ultimo tiro del quarto. Sulla successiva rimessa, con cinque secondi sul cronometro, Vitali prova a replicare l’azione difensiva di Harper, commettendo però fallo e concedendo due tiri liberi a Sykes. Il playmaker biacoverde segna il -1, con l’ultima preghiera di Vitali stoppata da Young per il 40-41 di fine primo tempo. 

Il primo canestro del terzo quarto è di Ariel Filloy, che fa registrare così il nuovo vantaggio Sidigas. Lo segue poi Sykes, con coach Diana che, dopo aver visto i suoi non segnare nei primi due minuti, chiama il timeout. Entrambe le squadre iniziano a pagare  le energie spese nel secondo quarto, con una partita che diventa molto più lenta e poco fluida come non mai. Gli attacchi arrivano infatti tassativamente ai ventiquattro secondi, incorrendo spesosi e volentieri in stoppate. Dopo cinque minuti sono infatti appena cinque i punti di Avellino mentre quattro quelli di Brescia.

A svegliare gli animi è Filloy, con cinque punti di fila per il 53-49. Vucinic cerca forze fresche ed energia dalla panchina, pescando Demonte Harper e Hamady Ndiaye. I due alzano immediatamente il ritmo, dando vita alla mini fuga della Sidigas sul +9, per il 58-49 arrivato dopo la tripla di Silins. Al ritorno in campo l’inerzia è ancora biancoverde, con Campogrande che fa registrare il primo vantaggio dei padroni di casa in doppia cifra, sul +12. L’ultimo tiro se lo prende Cunningham, ma è corto sul primo ferro, chiudendo così il terzo quarto sul 61-49.

Ad inizio ultima frazione arriva la prima reazione bresciana, con Sacchetti protagonista su entrambi i lati del campo e che porta i suoi sul -8, per il timeout di coach Vucinic. L’inerzia ora è nelle mani degli ospiti, che sfruttano al meglio il bonus già speso dai biancoverdi, rendendoli poi nervosi nell’altra metà campo. Cunningham trova così il canestro del -4, per il 65-61. E’ ancora una volta il centro ex Olympiakos a mettere le cose a posto per i suoi, con due canestri di fila che valgono il +7. Cunningham non si ferma più e, dopo una difesa asfissiante e corale, torva il -4. Il problema principale per Avellino è un altro. Patric Young infatti, dopo un colpo subito nella lotta a rimbalzo, è costretto ad uscire dal campo sostenuto dallo staff medico irpino. Nel momento di maggior difficoltà per la Scandone, ci pensa Caleb Green a ristabilire le distanza con la tripla del +9 sul 74-65. Il canestro dell’ex Dinamo è una vera e propria iniezione di fiducia per la Scandone che ritrova la doppia cifra di vantaggio grazie a Keifer Sykes. Il play di Chicago infatti prima interrompe il contropiede ospite, rubando palla ad Hamilton, per poi mettere a referto il suo secondo tiro dalla lunga distanza della partita. Zerini prende la tripla che potrebbe riaprire la sfida ma si stampa sul secondo ferro, con Caleb Green che segna l’ultimo canestro, quello che vale il 79-67 al quarantesimo. 

 

Qui le statistiche complete del match

Mirko Pellecchia