Cremona, messaggio alla Coppa: 40' di dominio su
una Virtus che deve rinviare la scalata al vertice

SABATO, 9 FEBBRAIO 2019

 

 di Fabrizio Pungetti

Cremona riscatta gli ultimi passi falsi e ritorna vincente (87-70) al PalaRadi dove qualche spiffero di troppo qualche volta l'ha resa vulnerabile (l'ultima due settimane fa con Trento). La Virtus invece rinvia la sua scalata a posizioni più alte di classifica: il campo dice che per ora la squadra di Sacripanti manca di un cent per fare un euro. Punteggio finale forse bugiardo, per i bolognesi, come entità di distacco: la V fino a 4' dalla fine, era comunque in partita, tra errori e pause, ma lottando sempre. Punita da alcuni passaggi a vuoto e da una mollezza, in certi momenti, inspiegabile viste le premesse con cui si era arr ivati a questa gara, annunciata come quella della possibile svolta verso l'alto. Cremona ha fatto una buona prestazione, ma nulla di trascendentale: se doveva essere un'esame per l'alta classifica la Segafredo doveva, e poteva, fare di più.

Due messaggi diversi in vista della Finale Eight di Coppa Italia dove la Vanoli (opposta all'altra grande rivelazione del torneo nel derby lombardo con Varese) si presenterà garibaldina come piace a coach Sacchetti (fresco di rinnovo con il presidente Vanoli  fino al 2022 e quindi fuori dal prossimo mercato) e volitiva come deve essere chi ha dimostrato sino a qui  di poter essere in grado di fare qualunque risultato salvo farsi tradire in qualche occasione dalla propria sfrontatezza e disinvoltura tecnica.  La Vu nera invece fin dall'inizio non riesce a frenare il prevedibile avvio impetuoso di Cremona che la butta subito sul basket che ama, ritmi e cariche massicce, che la difesa bolognese nei primi 20' non è riuscita mai a controllare ne' a cercare di poter riportare il suo piano partita al centro. 'Ci riuscirà un po di più nella ripresa,  con qualche fiammata illusoria che la portano al -3 a fine  terzo quarto (un attimo prima una bomba di Punter aveva siglato il 60-58). Ma la Vanoli resta padrona del match,Bologna non dà mai veramente l'impressione di poter ribaltare il tavolo, al 33'  è ancora a meno 4, ma non approfitta di una serie di errori creminesi, a 4' dalla sirena è a meno 6 (70-64) . Da li alla fine finisce addirittura in mattanza, con Aldridge, Mathiang e Ruzzier mattatori, Virtus doppiata negli ultimi 10' (26-13) con Cremona che bisaa il successo del Paladozza (portandosi 2-0 negli scontri dirett) confermabdosi,nelle ultime due stagioni,particolarmente ostica per i bolognesi. Va detto che gli uomini ini del buon  Meo si sono imposti anche fisicamente e atleticamente agli avversari, e pure in difesa hanno giocato una partita intensa ed attenta.  A questa Vanoli piace la ...crema e si presenta con fondate speranze di trovarne anche abbondanti porzioni in Coppa.

Nelle cifre, Cremona vince quasi dappertutto. Se Bologna regfe nel tiro da due con 24/42 per il 57.1% contro il 56.1 (23/41), Cremona, come spesso le capita, è più mortifera,  pur senza strafare, dai 6.75: 9/25 pari al 36% vs il misero 25% (5/20) bolognese. Anche si liberi più freddezza per gli uomini di coach Sacchetti: 14/18 e 77.8%, 7/11 per il 63.6% delle Vu nere. A rimbalzo prevale d'un soffio la Vanoli,ma il caffè Segafredo è troppo...lungo nelle palle perse ben 16 con solo 4 recuperare. Più diligente la Vanoli che ne perde soko 11 e recuperare il doppio, 8. Alla fine la valutare 96-59 spiega anche nei numeri il +17 finale per i lombardi.

Bologna infilzata dalla velocità della squadra che fa sognare ilmOalaRadi e dalla padronanza del ritmo Sacchetti tira fuori dal cilindro ben 6 giocatori in doppia cifra, senza chiedere una tantum chissà che a Diener (7 e 2 assist) e Ricci (3 in 11'). Davvero difficile scegliere il migliore nella Vanoli. Si va dalla sostanza di Saunders che piazza 15 punti (5/9 da due ,0/2 da tre,5/6 ai liberi) con 4 rimbalzi e 2 assist in 34' per 18 di valutazione. Ma anche la crescita costante di Mathiang, che impone il suo fisico, va segnalata: doppia doppia da 14+10 e con un bel 7/9 da due, indici dei progressi della sua mano. E che dire dei lampi di Stojsnovic che in 16' racco glie 13 punti e 3 rimbalzi con 5/8 da due e 1/2 nelle triple e 11 di valutazione. E una chiave d'apertura per il controllo della gara (e anche sulll'arrembaggio bianconero mantenendo lucidità) è stato senz'altro Ruzzier, sicuro e continuo in questa stagione che lo sta proponendo come uno dei migliori play italiani, altro grqn lavoro di coach Meo:  11 punti e 4 assist in 24',  a canestro dolo da tre (3)6) e ai liberi, 2/2. A completare il sestetto in doppia cifra, Crawford con 11 in 33' (3/6,1/2,2/2,4 rimbalzi,13 valutazione) e Aldridge con 13 punti in  30', soprattutto decisivo sull'allungo definitivo della sua squadra, anche per lui solo triple (4/7) e liberi (4/4) più 5 rimbalzi e 16 di valutazione. Insomma,han giocato bene praticamente tutti.

Nella Virtus, ballerina nel tenere gli 1c1, prendono la sufficienza solo Punter e Moreira, forse Aradori. L'Usa ex Aek firma il momento migliore è dell'illusione felsinea,nel terzo periodo: alla fine, totalizza in 28' 18 punti  con buona mira (6/6 da due,2/6 da tre,  2 recuperate, 1assist, 18 valutazione, plus minus a zero, uno dei pochi). Il lungo ex Paok combatte indomito con il guerriero Mathiang e gli tiene testa pur soccombendo alla lunga: in28' 16+6, 7/11 da due, 2)2 ai liberi, 16 valutazione, ma -15 di plus minus. Per il Pietro Nazionale, in 25' 12 punti, 4/7,1/5, 1/1, 6 rimbalzi, 11 di valutazione, fa e disfa come dice il meno 19 plus minus. Sotto tono la regia di Taylor, sia che di là ci sia il giovane Ruzzier che l'attempato Diener: per Tony, solo 6 in 26 con ben 4 perse, 3/6 da due e 0/2 da tre, meno 16 plus minus. Non vive la maglia dell'ex Martin, che,dopo il folgorante rientro dopo quasi tre mesi di stop,ora probabilmente sta pagando lo scotto fisico alla stanchezza: 1 solo punto in21',3 rimbalzi e 2 assist e pure per lui un pmus minus largamente deficitario, meno 16:  manca soprattutto il suo nerbo atletico che, spesso, fa la differenza per la difesa bianconera. M'baye meno scintillante che con Avellino, solite montagne russe, appena pensi che abbia preso il là, quella dopo non si conferma: in 34', 10 (2/4,2/5),  4 rimbalzi, 3 perse, 13 valutazione, pure lui sotto nel omus minus. Kravic  meno incisivo delle ultime apparizioni, coach Sacripanti quando è così non gli da molto campo e punisce subito  i suoi cali di tensione, forse non si fida ancora totalmente: in13' 6 punti (2/5 da due,2)4 ai liberi) e 2 rimbalzi, ma anche l'unico segno più, nel plus minus, +2

La morale: Vanoli  col vento in... Coppa, arriverà a Firenze con le sue certezze che saranno messe a dura prova dalla Varese di Caja, uno dei pochi caoqce di rompere giochi e ritmo del Ct nazionale. Virtus che rinvia il salto di qualità, riuscito in Europa, ma in campionato per ora non va oltre il compitino. A Firenze sarà subito In l'ano,i Campioni,in una classica storica, la più titolata del nostro basket . Occorre resettare la delusione di questa partita da cui ci di aspettava la svolta verso l'alto, e di una certa fragilità esterna.  Però la squadra ha combattuto, pur soffrendo sempre sotto, in apnea. In fondo al Mandela fiorentino si giocherà in campo neutro, e anzi prevedendo l'invasione del.popolo virtussino, praticamente in casa. E sai mai nella partita secca...mai dire mai. In fondo, è la storia delle Final Eight a dirlo.

 

 

 

Fabrizio Pungetti